Per anni la misurazione dei progressi nel settore dei semiconduttori è stata facile. Il chip più veloce era il chip migliore, ma oggi il vecchio adagio (che riprende la legge di Moore) non è più valido. Telefoni, automobili e altri oggetti di uso quotidiano stanno diventando dei veri e propri computer (ad oggi rappresentano circa il 25% della capacità computazionale mondiale) svolgendo le più svariate attività con il minor dispendio di energia e un nuovo modo per giudicare la bontà e il successo di una tecnologia sta rapidamente emergendo.
Intel, uno dei più grandi produttori di microprocessori al mondo, ha faticato a comprendere il cambiamento di paradigma.
E’ sempre stata in grado di distinguersi nel confronto “più veloce è meglio” ma la concorrenza (ARM e Qualcomm per dirne solo alcuni) ha saputo meglio interpretare le esigenze dei consumatori e progettare dei chip non necessariamente più veloci ma che sapevano fare in modo migliore il loro lavoro.
“Gli utenti non si preoccupano più della tecnologia. […] Si preoccupano di come utilizzarla, non di come funziona. Questo è un cambiamento culturale che doveva accadere”Dice Jim McGregor capo della divisione tecnologie strategiche alla In-Stat.
La strategia che Intel sta seguendo per ritornare sulla giusta rotta ha del particolare: a partire dallo scorso anno, all’Intel sono stati assunti quattro scrittori di fantascienza per studiare i più innovativi progetti della società e produrre un’antologia di racconti “The Tomorrow Project Anthology” che provi ad anticipare come i nuovi processori possano essere utilizzati nell'immediato futuro.
Pubblicata online da febbraio, l’antologia e i successivi supplementi, guidati dal futurista di Intel Brian David Johnson, mirano ad aiutare i progettisti di Intel nel disegno di chip che possano meglio rispecchiare delle specifiche, e future, esigenze del mercato.
“E’ una tecnica incredibilmente utile per quelli di noi che sono cresciuti guardando Star Trek”Dice Jack Weast, uno degli ingegneri di Intel che stanno beneficiando della nuova strategia.
La divisione che si sta occupando della realizzazione del “Tomorrow Project” (che include l’antologia) nasce dalla divisione delle scienze sociali di Intel nata ben 12 anni fa. All’interno della divisione delle scienze sociali ci sono gruppi che effettuano ricerche sul campo ed analizzano le tendenze tecnologiche, inviando antropologi e sociologi in giro per il mondo a studiare come le persone si relazionano con le tecnologie. La logica dietro tutto questo sforzo è semplice: se capisci come la tecnologia è utilizzata sarà più facile realizzare delle cose che la gente vorrà comprare.
“Il mondo dell’informatica non è più quello di una volta […] e il mio lavoro è quello di stare avanti alla nostra roadmap tecnologica.” dice Johnson.Johnson ha lavorato a stretto contatto con la squadra di Weast, che ha disegnato i chip per set-top box e televisori. Weast ha iniziato a lavorare sulle specifiche dei chip cinque anni fa sotto l’ipotesi che gli spettatori avrebbero voluto vedere film e spettacoli televisivi, in streaming da internet, direttamente nel loro televisore. Le ricerche di Johnson mostrarono invece che i consumatori non volevano solo vedere film e spettacoli in streaming ma volevano avere una esperienza di navigazione completa.
In risposta all’analisi, il team di Weast ha ridisegnato i chip e portato sul mercato un prodotto più vicino alle reali esigenze dei consumatori.
Johnson sottolinea che nessuna indagine per quanto complessa, team di osservazione o storie di fantascienza possano prevedere con precisione il futuro. Ma dice che gli sforzi nello studio delle scienze sociali stanno contribuendo a trasformare la cultura dei progettisti.
“Non disegniamo più la tecnologia per amore della tecnologia stessa” “Anche se siamo in grado di fare le cose più grandi, più veloci e meglio, la ricerca di Brian David e del suo team ci sta aiutando a capire verso quali direzioni muoverci”.


Nessun commento:
Posta un commento