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venerdì 26 agosto 2011

VMware arruola per guerra del PaaS


VMware ha da poco lanciato (in versione beta) il progetto Cloud Foundry, una soluzione PaaS open source che ha alterato in maniera sostanziale gli equilibri di mercato anche grazie a recenti partnership con nomi importanti che includono sia cloud provider che produttori di hardware e software.
Nella prima categoria rientrano: Rightscale, enStratus e Opscode; che hanno inserito all’interno dei loro cataloghi la possibilità di realizzare piattaforme di Cloud Foundry. Nella seconda invece troviamo Ubuntu (che ha incluso il Cloud Foundry Client come parte del suo repository) e Dell che con il suo progetto Crowbar (la soluzione proprietaria per implementare una versione di cloud computing) rafforza ulteriormente il portafoglio di offerta.

Con queste alleanze VMware cerca di rafforzare la suo presenza su un ulteriore campo del Cloud Computing che, secondo Gartner, dovrebbe passare dagli 1,4 miliardi di dollari di quest’anno ai 2,4 miliardi nel 2015 (numeri che non includono guadagni relativi alla vendita di software di management, di sviluppo, di licenze e potenza computazionale) ed inoltre mira ad arginare la piattaforma PaaS Openshift lanciata da una delle portavoci del messaggio open-source: Red Hat.

L’alleanza con Ubuntu è fondamentale per VMware, in quanto gli consente di inserire il mantra dell’open-source all’interno del messaggio “multi languages” di Cloud Foundry che va in diretta opposizione alle piattaforme di Microsoft (focalizzata su .Net [1]) e Google (basato su Java [2]), consentendole di poter offrire un servizio più completo ad un più ampio bacino di aziende.

Il servizio offerto da Cloud Foundry, oltre all’offrire una piattaforma di sviluppo per applicazioni “cloud ready”, consente la dislocazione di copie multiple del software sviluppato, presso diversi provider e/o data center in maniera da evitare problemi come quello che ha sofferto Amazon in Aprile.
“Se metti le tue applicazioni su Cloud Foundry, e queste sono istanziate sia su VMware che su Amazon, allora puoi semplicemente fare riferimento ad un’altra istanza. E non hai il problema di essere bloccato su un solo provider” dice Jerry Chen, vice presidente di VMware.
Maturata la spinta sul settore IaaS, il panorama PaaS è quello che mostra i maggiori margini di crescita nei prossimi anni, con molti player che stanno cercando di far affermare le loro strategie. Sarà quindi interessante vedere gli andamenti nell’adozione di questa tecnologia, e come sempre sperare che la competizione porti ad un miglioramento, e magari anche semplificazione, delle funzionalità offerte.

Referenze
[1] http://www.microsoft.com/windowsazure/
[2] http://code.google.com/appengine/

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